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Il Canyoning o torrentismo in Aspromonte è una vera e continua sorpresa, riesce a svelare passo dopo passo i tratti più nascosti, impervi ed incontaminati di queste valli, praticare il Canyoning in Aspromonte vuol dire poter accedere a posti dove finora era concesso solamente all’acqua, con un divertimento garantito oltre che, dalle numerose discese in corda anche da tuffi scivoli e giochi d’acqua che faranno di una normale giornata un ricordo davvero speciale.

L’estremo lembo più a sud della Calabria mostra un massiccio montuoso con un numero davvero incredibile di itinerari per praticare il torrentismo, possiede una morfologia alquanto particolare e sembra avere una forma pentagonale per quattro lati circondato dal mare, dalla sua cima più alta, Montalto, si dipartono differenti enormi costoni che scendono ora ripidi ora pianeggianti, fino al mare. E’ sopratutto ricco di acqua e di torrenti che appoggiandosi su un manto granitico simile a quello Dolomitico hanno creato dalla notte dei tempi una lunga serie di cascate, pozze, scivoli, fenditure, e canyon che permettono di entrare direttamente nel cuore di questa montagna, l’Aspromonte.

Grazie ad una Guida Alpina, o ad istruttori di torrentismo si potrà scendere in sicurezza apprendendo i rudimenti delle tecniche forristiche e misurando le proprie capacità con l’ambiente circostante che regalerà sensazioni incredibili di benessere e divertimento.

ITINERARI

Allaro – Torrentismo tra gole bianche e levigate

Altalia – Canyoning a due passi dal mare

Storia del torrentismo in Aspromonte

Negli anni ’80, Alfonso Picone Chiodo, unitamente ad altri amici, iniziò a percorrere in lungo ed in largo, molte delle fiumare Aspromontane, di entrambi i versanti ionico e tirrenico. Si iniziava ad intraprendere il percorso escursionistico da valle, risalendo e superando faticosamente e pericolosamente enormi massi, pozze, scivoli, laghetti; alcuni ostacoli però, risultavano davvero insormontabili, delle volte infatti, alte pareti di 70 metri e oltre, sbarravano il passo e si era costretti per forza di cose di aggirarle. Pertanto si risalivano ripidi ed estenuanti crinali o costoni, per poi ridiscendere più su, al disopra della cascata. Così facendo però, si rinunciava a percorrere integralmente le verticali alte e i suoi tratti a canyon più impervi, dove si nascondevano altre suggestive e spettacolari cascate, angoli incontaminati di Aspromonte.

Questi primi “esploratori” tuttavia non avevano cognizioni tecniche e attrezzatura idonea per fare del vero torrentismo ed inoltre l’intento principale di quegli anni era la realizzazione di “imprese” che potessero richiamare l’attenzione dei media nazionali su di una montagna conosciuta solo in negativo.

A metà degli anni 90, grazie anche all’entusiasmo di Natale Amato, Pino Iaria, Peppe Trovato ed altri amici , si iniziarono a portare avanti alcune tipologie sportive in Aspromonte e all’interno del CAI di Reggio Calabria, come lo sci di fondo escursionistico, lo scialpinismo, il torrentismo appunto, ed in ultimo, ma non per importanza, grazie ai contatti di Alfonso Picone CHiodo con la vicina Puglia la “creazione” di una stazione di Soccorso Alpino in Aspromonte.

Si cominciò quindi, muniti di attrezzatura alpinistica, imbrago, casco, chiodi, moschettoni, martello da roccia ecc., a scendere i torrenti, anziché risalirli, praticamente seguendo il loro naturale corso d’acqua. Le alte pareti così, una volta attrezzata con i chiodi la sosta, venivano discese.

Di lì a seguito il Furria nel 96, “complice” il suo facile accesso, in quanto non necessita di fuoristrada per l’avvicinamento, e il suo percorso relativamente breve, ha fatto sì che venisse percorso negli anni da numerosi soccorritori Pugliesi, Calabresi, Lucani e Siciliani, dalle sezioni CAI principalmente di Reggio Calabria e Catanzaro, da associazioni Siciliane, dai VVff per esercitazioni, ecc.

Le seconde gole, All’interno del Parco Nazionale d’Apromonte, le oramai famose cascate Maesano, che in data imprecisata, furono attrezzate con viti e anelli resinati, probabilmente da una associazione Messinese.